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Cosa è la Dipendenza da Gioco d’Azzardo? |
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Il gioco d’azzardo patologico è un disturbo del comportamento che, anche se rientra tuttora nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi, ha in realtà una grande attinenza con la tossicodipendenza, tanto da rientrare nell’area delle cosiddette “dipendenze senza sostanze”.
Il gioco d’azzardo patologico è classificato nel DSM IV come un disturbo del controllo degli impulsi non classificato altrove. La caratteristica essenziale che condivide con i disturbi del controllo degli impulsi è l’incapacità di resistere ad un impulso, una spinta o una tentazione a compiere un’azione che è pericolosa per se stesso o per gli altri (APA, 2002). Vi è, inoltre, un crescente senso di tensione o allarme prima di commettere l’azione ed un vissuto di piacere, gratificazione o sollievo nel momento stesso in cui si mette in atto l’azione. Una componente caratteristica di entrambi è la difficoltà ad inibire o ritardare la messa in atto di un impulso da cui risultano tipici comportamenti ripetitivi.
Il giocatore patologico (GP) mostra una crescente dipendenza nei confronti del gioco d’azzardo, aumentando la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare, la somma spesa nel tentativo di recuperare le perdite, investendo più delle proprie possibilità economiche e trascurando i normali impegni della vita per dedicarsi al gioco. Man mano che il gioco d’azzardo diventa cronico si assiste ad un aumento della frequenza degli episodi di gioco e dell’ammontare delle cifre giocate. In comune con i disturbi da uso di sostanze, nel gioco d’azzardo patologico si manifestano infatti fenomeni di tolleranza, dipendenza ed astinenza (Ramirez, 1983).
Con il miglioramento delle tecnologie inoltre il giocatore d’azzardo cambia faccia: mentre prima era facilmente individuabile, “segregato” nei luoghi a lui deputati, ora chiunque sia in possesso di un computer, di un collegamento a internet e di una carta di credito può essere un giocatore compulsivo. Il gioco on-line è estremamente pericoloso proprio perché, dalla solitudine della propria casa, il giocatore non ha freni, né inibitori né di tipo pratico: ha infatti 24 ore su 24 la possibilità di accedere al gioco senza incorrere nello sguardo giudicante degli altri. Viene in questo modo a mancare anche la funzione socializzante del gioco, che diviene un rituale solitario, e, facilmente, una compulsione. Anche qui, come nelle altre net-patologie, si crea un circolo vizioso in cui il soggetto rimane incastrato, trascurando quelli che sono i rapporti sociali e familiari.
Nonostante l’elevata diffusione nella popolazione generale, l’effettiva incidenza rimane a tutt’oggi sconosciuta. Negli Stati Uniti è stato stimata una prevalenza che varia tra l’1,2% e il 3,4% della popolazione con percentuali maggiori negli stati che offrono maggiori opportunità di giocare d’azzardo (Volberg, 1989). Le donne costituiscono un terzo dei giocatori, anche se probabilmente sono un gruppo sottostimato e poco studiato (Lesieur, 1988).

Modello cognitivo-comportamentale della dipendenza
Le motivazioni che spingono a giocare d’azzardo, pur essendo molteplici, possono essere ricondotte alla ricerca della vincita di denaro. Esistono tutta una serie di circoli viziosi che automantengono il comportamento: nel gioco d’azzardo il principale tra essi è il chasing, cioè l’inseguimento delle perdite. Spesso infatti dopo una prima fase caratterizzata da vincite esaltanti, la tendenza dell’individuo predisposto all’abuso è di “rincorrere” altre vincite, aumentando la frequenza di gioco e le puntate. Quando inizia a perdere, attribuisce ciò ad un periodo sfortunato e tende ad aumentare il fattore rischio, nell’illusione di poter ottenere vincite più alte. Le perdite a questo punto superano di gran lunga le vincite ed inizia così la fase di recupero del denaro perduto con un colpo di fortuna.
A ciò si accompagnano sintomi di diverso genere:
- Sintomi psichici: ossessione del gioco, senso di onnipotenza, irritabilità, ansia, alterazioni del tono dell’umore, senso di colpa, alterazioni della autostima, tendenza alla superstizione, aumento dell’impulsività, distorsione della realtà (minimizzare, enfatizzare).
- Sintomi fisici: alterazioni dell’alimentazione, cefalea, conseguenze fisiche dell’utilizzo di sostanze stupefacenti o alcol, insonnia, sintomi fisici dell’ansia (tremori, sudorazione, palpitazioni ecc.).
- Sintomi sociali: danni economici, morali, sociali, familiari, lavorativi, difficile gestione del denaro (spese impulsive), isolamento sociale.
Lungo il continuum tra gioco d’azzardo ricreativo e gioco patologico, in relazione alle motivazioni che sembrano determinare e accompagnare il gioco d’azzardo, sono state distinte le seguenti tipologie di giocatori (Alonso Fernandez, 1996):
- il giocatore sociale che è mosso dalla partecipazione ricreativa, considera il gioco come un’occasione per socializzare e divertirsi e sa governare i propri impulsi distruttivi;
- il giocatore problematico in cui, pur non essendo presente ancora una vera e propria patologia attiva, esistono dei problemi sociali da cui sfugge o a cui cerca soluzione attraverso il gioco;
- il giocatore patologico in cui la dimensione del gioco è ribaltata in un comportamento distruttivo che è alimentato da altre serie problematiche psichiche;
- il giocatore patologico impulsivo/dipendente in cui i gravi sintomi che sottolineano il rapporto patologico con il gioco d’azzardo sono talvolta più centrati sull’impulsività e altre volte sulla dipendenza.
Criteri diagnostici per la dipendenza da gioco d’azzardo
Se il soggetto presenta almeno cinque di questi sintomi, viene diagnosticato un quadro di gioco d’azzardo patologico (DSM IV-TR, 2002):
- È eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo (per esempio, il soggetto è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a valutare o pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare i modi per procurarsi denaro con cui giocare).
- Ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato.
- Ha ripetutamente tentato di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, ma senza successo.
- È irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo.
- Gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione).
- Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (rincorrendo le proprie perdite).
- Mente ai membri della propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo.
- Ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo.
- Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo.
- Fa affidamento sugli altri per reperire il denaro per alleviare una situazione economica disperata causata dal gioco d’azzardo.
I giocatori compulsivi (o patologici) sono perciò quegli individui che si trovano cronicamente e progressivamente incapaci di resistere all’impulso di giocare. Il loro comportamento compromette e distrugge le loro relazioni personali, matrimoniali, familiari e lavorative.

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